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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2019

Synth-Bazar: il periodo synthpop dei Matia Bazar

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Confrontate questo video con questo. Il cambiamento è radicale: in sei anni il gruppo di Aldo Stellita, Carlo Marrale, Antonella Ruggiero, Giancarlo Golzi e Mauro Sabbione (che entrerà in formazione nel 1981, sostituendo Piero Cassano, per poi lasciare il posto a Sergio Cossu nel 1985), passa da un italo-pop leggero e a tinte vagamente progressive a un sound elettronico moderno, sperimentale e orientato alla musica d'arte. 
Merito, innanzitutto, della volontà della band di affrontare la maturità artistica con una maggiore ambizione sonora, e poi grazie all'ingresso in formazione di Mauro Sabbione, vero e proprio fabbro della nuova armatura sonica dei Matia Bazar. Sintetizzatori alla tedesca, new wave decadente, balzi in avanti di incredibile lungimiranza (penso in particolare al materiale su Tango), senza mai dimenticare una scrittura impeccabile, devota a un gusto pop conturbante anche nei momenti più stravaganti. Una formula iniziata con l'approdo arty di Berlino, Parig…

[#09] Dischi di settembre (con il ➒)

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Ed eccoci al mese più bello dell'anno. Malinconico, colorato, profumato. Settembre è adatto per i dischi importanti, quelli che ti guidano per tutto il resto della fine dell'anno, per poi accompagnare l'inizio di quello nuovo. Dischi di confine, quindi, resi ancora più liminali dal loro essere del 1969, dunque aperti al salto verso l'ignoto, e quindi inclini a una carica o una malinconia ancora maggiore. Buon ascolto!
► 1969
Townes Van Zandt - Townes Van Zandt (Poppy)

Disco affascinante e delicato, quello del cantautore americano, qui al terzo lavoro. Sui solchi di quanto fatto da Bob Dylan, Jackson C. Frank, Eric Andersen e più in generale dalla nuova generazione di folkers americani, Van Zandt innesta un suo particolare approccio quieto e poetico impregnato di americana e country, riallacciandosi direttamente a gente come Hank Williams o Ernest Tubb, insomma a una tradizione profonda che sarebbe stata riadattata, tra la fine dei Sessanta e i primi Settanta, da Byrds,