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Visualizzazione dei post da Aprile, 2019

Monsieur Tella

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Nater si è fatto fregare, quel coglione, e non è la prima volta, quel furto simulato gli è costato tre anni di gabbia e per cosa?, per una bomba manomessa Cristo santo, non pensavo che sarebbe andata a finire così ma certo sapevo che non si stava parlando di una gita al mare, o meglio al faro, un faro militare per giunta, proprio per non farsi mancare nulla oltre a gioielli, ricatti, macchine taroccate, soldi, soldi, soldi, come se a Gheddafi poi importasse davvero di questa faccenda, mandare due come noi, due qualunque, a far saltare un faro di cui non sarebbe fregato un cazzo a nessuno se non fosse stato della Marina, perché qui tutti i fari sono della Marina e ci si becca otto anni solo per questo, e poi c’è da considerare il trasporto clandestino di esplosivo, quello sì è un bel reato, il più grosso casino in cui mi sono ficcato dopo le mille cazzate che ho combinato (eravamo una bella coppia io e Jean-Louis, due furfanti con due palle così, dei figli di puttana davvero, in carce…

Problemi e prospettive dell'industria valdostana

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Invece di essere un sistema locale a sé stante, cioè un luogo caratterizzato da autonomia d'azione da parte dei soggetti insediati in esso, nel nome della condivisione di un progetto di sviluppo (e non ambito di ruoli predefiniti e fissati da una qualche autorità superiore), la Valle d'Aosta non è riuscita ad affrancarsi dal ruolo, già stigmatizzato da Massimo Lévêque negli anni Ottanta, di “area periferica” di altri sistemi locali. Questo significa che gli attori che hanno guidato la riconversione industriale durante gli anni Ottanta e Novanta (in particolare l'Amministrazione regionale), non hanno saputo innescare significativi processi di agglomerazione territoriale delle attività produttive.
Il periodo che procede dalla crisi industriale di fine anni Settanta ai tentativi di ristrutturazione susseguitisi fino a oggi, è stato caratterizzato, usando le categorie analitiche di Giuseppe Dematteis, da una territorializzazione delle attività industriali di tipo “passivo”: l…

#03 Dischi di marzo (con il ➒) ♋

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Marzo è stato un mese denso, tanto che questa volta la difficoltà non è stata quella di trovare un disco di cui parlare, ma al contrario scegliere di quali cinque tra i molti album usciti in questo mese sarebbe stato bello celebrare il compleanno. Ecco la mia sofferta selezione. Buon ascolto!
► 1969
Gal Costa - Gal Costa (Philips)
Torpori esotici, orchestrazioni sontuose, rock'n'roll e tradizione bossa nova. Tutto questo è il movimento Tropicália come declinato dallo splendido secondo lavoro di Gal Costa, che si unisce pienamente alla sfilza dei grandi nomi della nuova generazione di artisti brasiliani.

La rielaborazione e l'appropriazione dell'universo pop atlantico è condotta qui con grandissima capacità mimetica e, al contempo, intelligente e garbata rilettura iconoclasta. La aiutano i colleghi tropicalisti Veloso, , Carlos, oltre a grandi nomi della tradizione del tempo (Jorge Ben, che scrive la splendida "Que Pena" e l'ultima "Deos é o Amor&quo…