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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2019

#09 Dischi di settembre (con il ➒) ♋

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Ed eccoci al mese più bello dell'anno. Malinconico, colorato, profumato. Settembre è adatto per i dischi importanti, quelli che ti guidano per tutto il resto della fine dell'anno, per poi accompagnare l'inizio di quello nuovo. Dischi di confine, quindi, resi ancora più liminali dal loro essere del 1969, dunque aperti al salto verso l'ignoto, e quindi inclini a una carica o una malinconia ancora maggiore. Buon ascolto!
► 1969
Townes Van Zandt - Townes Van Zandt (Poppy)

Disco affascinante e delicato, quello del cantautore americano, qui al terzo lavoro. Sui solchi di quanto fatto da Bob Dylan, Jackson C. Frank, Eric Andersen e più in generale dalla nuova generazione di folkers americani, Van Zandt innesta un suo particolare approccio quieto e poetico impregnato di americana e country, riallacciandosi direttamente a gente come Hank Williams o Ernest Tubb, insomma a una tradizione profonda che sarebbe stata riadattata, tra la fine dei Sessanta e i primi Settanta, da Byrds,

Veduta #9

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Valle d'Aosta: tra crisi politica e crisi economico-sociale

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Il labirinto politico valdostano Tutto inizia con la sfiducia al Presidente Augusto Rollandin nel marzo 2017: la coalizione unionista (di cui fa parte anche il PD) finisce in minoranza, portando Pierluigi Marquis a guidare una nuova maggioranza formata da Stella Alpina, Union Valdôtaine Progressiste, Alpe e Pour Notre Vallée (fronda scissionista guidata dagli ex-unionisti Antonio Fosson e Claudio Restano). La maggioranza di 18 consiglieri su 35 è strettissima e instabile, riflettendo la situazione del maggio 2013, per un canovaccio che diventerà leitmotiv della politica valdostana nei mesi a venire. Nel giro di poco tempo si ha infatti l'ennesimo ribaltone, con l'UVP che rientra nei ranghi ed esprime Laurent Viérin come Presidente di una Giunta sostenuta da UV, PD e EPAV (forza nata dalla spaccatura di Stella Alpina dopo la sfiducia a Rollandin). Le ritrovate intese durano poco, perché le elezioni Regionali del giugno 2018 portano la Lega di Nicoletta Spelgatti a sbaragliare i…

#01 Dischi di gennaio (con il ➒) ♋

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Ma sì, perché non continuare anche in questo 2019 il giochino dei dischi decennali? L'ultimo anno, quello con il nove, è sempre catartico: annuncia la fine, induce a raccogliere l'esperienza precedente e a farne sintesi, ma anche a riflettere sul nuovo che avanza e a generare innovazioni, superamenti, nuovi tracciati. Così i dischi del '69-'79-'89-'99-'09 sono tendenzialmente summe o prefigurazioni: lavori riflessivi, riassuntivi o anticipatori, oppure veri salti nel vuoto. Come al solito scelgo quelli che più sono stati capaci di appassionarmi, cercando di abbinare un breve commento. Buon ascolto!
► 1969
Creedence Clearwater Revival - Bayou Country (Fantasy)
La sola "Born in the Bayou" basterebbe a rendere il disco il grande lavoro che è: quella chitarra in overdrive immersa in un lento tremolo è capace di fornire una precisa immagine dei territori paludosi della Louisiana (le Wetlands, o bayou, per l'appunto) a prescindere dal fatto che l'a…