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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2018

#07 Dischi di luglio (con il ➒) ♋

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Che caldo, luglio. Però immaginatevi di essere in uno qualsiasi degli anni seguenti e di ascoltare per la prima volta uno a caso dei dischi proposti. Ci si dimentica del caldo per un attimo, vero?
Buon ascolto!
► 1969
Fairport Convention - Unhalfbricking (Island)
Gemma del british folk rock, Unhalfbricking è un po' il Blonde on Blonde inglese. A rendere più sensato il paragone (oltre ai vari pezzi scritti da Dylan), il fatto che la produzione sia stata curata da Joe Boyd, transfugo americano innamorato perso della Gran Bretagna di quegli anni, e in particolare intrigato dalla scena folk di Londra (proprio nel '64 conosce Dave Swarbrick, futuro membro dei Fairport). I legami americani non finiscono qui: Sandy Denny, entrata nel gruppo nel 1968, era l'ex fiamma del folker Jackson C. Frank, di cui era solita interpretare i brani nelle sue prime esibizioni, mentre il nucleo fondante dei Fairport era patito di gente come Eric Andersen e in generale della scena blues e folk a s…

I miei 5 saggi. Letture del 2018.

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Il 2018 è stato, tra le altre cose, un ottimo anno di letture. Eccone alcune particolarmente consigliate.
Ellen Meiskins Wood: The Origin of Capitalism - A Longer View (Verso, 2002) Un libro utilissimo e interessante per moltissimi motivi. Il primo è che il tentativo di uscire dal mito del capitalismo come "tendenza naturale" del corso storico, e quindi dell'idea che il sistema capitalista sia emerso non appena venuti meno i vincoli al suo dispiegarsi, è condotto con rigorosa meticolosità. Ricollocare nella storia un fenomeno sociale specifico e contestualizzato, non confondendo quindi l'esistenza e lo sviluppo del mercato con il peculiare assetto di relazioni sociali di produzione capitaliste, è dunque il principale obiettivo dell'opera. Da questa premessa seguono diverse conseguenze: la centralità della campagna rispetto alla città nel dare origine ai nuovi processi di estrazione esclusivamente "economica" del surplus, la non necessaria corrispondenza…

[BEST OF] : Il mio 2018 in 20 album

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Mentre in Italia è scoppiato il caso "trap" (che ha completamente oscurato la modesta e rassicurante scena indie italiana), a livello internazionale la musica continua ad andare avanti. Tra i nomi in vetta troviamo Mitski, Cardi B, Snail Mail, Kacey Musgraves, Janelle Monae, Idles, Arctic Monkeys, Robyn, Sophie, Rosalía, Christine and the Queens e Low, per una rappresentazione del mondo pop più variegata rispetto agli anni passati, dove la scena black regnava incontrastata. Si riscopre l'indie (britannico o americano), ma anche il noise (penso agli Idles, o ai Daughters, presenti in non poche charts), e ci si apre alla musica europea (tra Svezia, Francia e Spagna).
Per quel che mi riguarda, con un centinaio abbondante di ascolti alle spalle, mi sono limitato a seguire il flusso e a far sedimentare le proposte che più mi sono rimaste impresse. Questo è il risultato.

#12 Dischi di dicembre (con l'➑) ∞

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Cinque dischi al mese passati in rassegna per un anno. Un esercizio divertente, soprattutto, ma anche utilissimo per scoprire o riscoprire moltissimi lavori, alcuni rivalutati considerando nuove letture e altri punti di vista, altri  riconfermati e approfonditi dopo anni di scarsa frequentazione. La conclusione è che ci vorrebbe una vita per i primi ascolti, e altrettante per i secondi, terzi, quarti. In mancanza di tale possibilità, si fa quel che si può.
Ecco qui l'elenco delle puntate precedenti: ► GennaioFebbraio  ► MarzoAprile  ► MaggioGiugnoLuglioAgostoSettembreOttobre  ► Novembre
► 1968
The Pretty Things - S.F. Sorrow (Columbia)

Tra i nomi legati alla scena rhythm and blues londinese i Pretty Things non possono mancare. Eppure la band di Phil May, come testimonia Joe Boyd nel suo "White Bicycles", spiccava più per la sua squisita vena eccentrica che per le abilità interpretative della musica nera americana. Per questo il passaggio dai club blues all'…