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Visualizzazione dei post da Agosto, 2018

Monsieur Tella

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Nater si è fatto fregare, quel coglione, e non è la prima volta, quel furto simulato gli è costato tre anni di gabbia e per cosa?, per una bomba manomessa Cristo santo, non pensavo che sarebbe andata a finire così ma certo sapevo che non si stava parlando di una gita al mare, o meglio al faro, un faro militare per giunta, proprio per non farsi mancare nulla oltre a gioielli, ricatti, macchine taroccate, soldi, soldi, soldi, come se a Gheddafi poi importasse davvero di questa faccenda, mandare due come noi, due qualunque, a far saltare un faro di cui non sarebbe fregato un cazzo a nessuno se non fosse stato della Marina, perché qui tutti i fari sono della Marina e ci si becca otto anni solo per questo, e poi c’è da considerare il trasporto clandestino di esplosivo, quello sì è un bel reato, il più grosso casino in cui mi sono ficcato dopo le mille cazzate che ho combinato (eravamo una bella coppia io e Jean-Louis, due furfanti con due palle così, dei figli di puttana davvero, in carce…

Video-verità

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La telecamera non va, vede? L’uomo continuava a indicare l’obiettivo sul soffitto, la cui spia luminosa rossa scongiurava, quantomeno, eventuali guasti legati ai contatti elettrici. Mi dica, qual è esattamente il problema? L’uomo pareva stranamente agitato. Un po’ troppo, a dire la verità, visto il modesto fastidio che, normalmente, una telecamera mal funzionante avrebbe potuto suscitare. Eppure si percepiva un’inusitata angoscia, un’intensa sollecitazione nervosa celata soltanto dai connaturati modi cordiali di quella persona che continuava a indicare con il dito, incredula, la telecamera di sicurezza incriminata. È rotta, non si vede bene. Anzi, si vede proprio male, si vede tutto sbagliato. La giacca grigia era una giacca d’ordinanza, di quelle che i direttori delle piccole filiali bancarie sono abituati a indossare tutti i giorni, finendo col trovarcisi del tutto a loro agio, come se si trattasse della maglietta bucata e stinta che si tiene in casa la domenica mattina. Il viso era …

#8 Dischi di agosto (con l'➑) ∞

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Ottavo mese di dischi con l'otto. Qui si vola alto, e non si salta nessuna decade. Molti i legami con l'episodio precedente (il sunshine pop, un paio di produttori celebri), ma anche decise virate verso nuovi ed esotici lidi (si arriva fino in Messico). Come al solito la speranza è che gli spunti forniti possano offrire, con l'ascolto dei dischi consigliati, qualche momento di puro godimento e abbandono fuori dal tempo.

► 1968
Eternity's Children - Eternity's Chidren (Tower)
Si parlava giusto di Curt Boettcher il mese scorso: di come abbia forgiato uno dei generi più stimolanti degli anni Sessanta, quel soft pop (poi sunshine pop) che, grazie a produttori e compositori come Brian Wilson, Gary Usher, Terry Melcher, Keith Olsen e a band come Association, Mamas & the Papas, The 5th Dimension e Beach Boys (oltre a Sagittarius e The Millennium) aveva caratterizzato il sound della California di metà anni Sessanta.
Pop sinfonico, alla Bacharach, fatto di fresche melodi…

Veduta #8

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