Post

Visualizzazione dei post da Giugno, 2018

Monsieur Tella

Immagine
Nater si è fatto fregare, quel coglione, e non è la prima volta, quel furto simulato gli è costato tre anni di gabbia e per cosa?, per una bomba manomessa Cristo santo, non pensavo che sarebbe andata a finire così ma certo sapevo che non si stava parlando di una gita al mare, o meglio al faro, un faro militare per giunta, proprio per non farsi mancare nulla oltre a gioielli, ricatti, macchine taroccate, soldi, soldi, soldi, come se a Gheddafi poi importasse davvero di questa faccenda, mandare due come noi, due qualunque, a far saltare un faro di cui non sarebbe fregato un cazzo a nessuno se non fosse stato della Marina, perché qui tutti i fari sono della Marina e ci si becca otto anni solo per questo, e poi c’è da considerare il trasporto clandestino di esplosivo, quello sì è un bel reato, il più grosso casino in cui mi sono ficcato dopo le mille cazzate che ho combinato (eravamo una bella coppia io e Jean-Louis, due furfanti con due palle così, dei figli di puttana davvero, in carce…

#6 Dischi di giugno (con l'➑) ∞

Immagine
Ottimo mese, giugno, per le uscite discografiche. Anche questa volta elenco e illustro alcuni degli album più belli usciti nel sesto mese dell'anno. Molti esordi, un coraggioso tentativo di ridefinizione del sound e diversi artisti sacrificati (Os Mutantes, The Cars, The House of Love) sono gli ingredienti delle scelte di questa puntata. Come al solito, enjoy!
► 1968
Silver Apples - Silver Apples (Kapp)
L'elettronica, negli anni Sessanta, iniziava a travalicare l'ambito colto e sperimentale per contaminare i linguaggi pop: a partire dagli ambienti Spage Age Pop e dintorni (Perrey-Kingsley, Attilio Mineo, Esquivel, Joe Meek, per non parlare della musica per bambini di Raymond Scott), l'ondata psichedelica si dimostrava altrettanto disposta a far uso di sonorità electro per estendere la gamma di stramberie psichedeliche degli arrangiamenti (penso agli United States, ai Fifty Foot Hose, ai White Noise, a Mort Garson).

Cosa vuol dire, in verità, avere ragione? Alcuni appunti.

Immagine
Cosa vuol dire avere ragione se, come molti pensano, tante persone possono avere ragione sullo stesso tema dicendo cose diverse, magari contemporaneamente?
Se, quindi, non sembra esistere una ragione capace di prevalere sulla base di qualche qualità intrinsecamente migliore, più affidabile, più solida. Più vera. È possibile fondare le proprie ragioni su elementi oggettivi senza che si possa liquidare la questione come un'insanabile divergenza di opinioni?
È possibile parlare di verità come metro per fondare la bontà di una ragione?


Quindi, cosa vuol dire avere ragione?

Se affermo "Il treno passa alle otto" avrò ragione se e solo se il treno passa effettivamente alle otto. Dunque avrò ragione se sarà vero che il treno passa alle otto. Quindi avere ragione significa dire il vero. Ma cosa significa dire il vero? E cosa rende vera la mia ragione?
Secondo Franca D'Agostini (2011) una proposizione "p" (con p = "il treno passa alle otto", o qualsiasi al…