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Visualizzazione dei post da Aprile, 2018

Monsieur Tella

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Nater si è fatto fregare, quel coglione, e non è la prima volta, quel furto simulato gli è costato tre anni di gabbia e per cosa?, per una bomba manomessa Cristo santo, non pensavo che sarebbe andata a finire così ma certo sapevo che non si stava parlando di una gita al mare, o meglio al faro, un faro militare per giunta, proprio per non farsi mancare nulla oltre a gioielli, ricatti, macchine taroccate, soldi, soldi, soldi, come se a Gheddafi poi importasse davvero di questa faccenda, mandare due come noi, due qualunque, a far saltare un faro di cui non sarebbe fregato un cazzo a nessuno se non fosse stato della Marina, perché qui tutti i fari sono della Marina e ci si becca otto anni solo per questo, e poi c’è da considerare il trasporto clandestino di esplosivo, quello sì è un bel reato, il più grosso casino in cui mi sono ficcato dopo le mille cazzate che ho combinato (eravamo una bella coppia io e Jean-Louis, due furfanti con due palle così, dei figli di puttana davvero, in carce…

#4 Dischi di aprile (con l'➑) ∞

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Anche questo mese sono riuscito a stare dietro alle uscite che hanno caratterizzato nel migliore dei modi i decenni passati. Questa volta ci sono alcuni temi trasversali (del tutto casuali) tra i vari album proposti: la tecnologia come mezzo per esprimere al meglio le sensazioni umane (oppure per fare di uomo e macchina una cosa sola), la malinconia come chiave di lettura del suono moderno, l'uso del passato e la rievocazione dell'infanzia/adolescenza come mezzi per conquistare i sentimenti contemporanei.

Uno, due, tre: premete play.
► 1968
The Zombies - Odessey and Oracle (CBS)
Dal 1965 al 1968 il cambiamento fu epocale. Gli Zombies, da esponenti della scena rhythm and blues britannica (assieme a Yardbirds, Them, Kinks, Rolling Stones, Pretty Things) abbracciarono con grande naturalezza i rapidi cambiamenti che anno dopo anno rivoltavano come un calzino la multiforme scena pop,  dando vita così ad un terzo album che apriva le braccia a un suono psichedelico gentile, barocco, …

Disordine

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Che almeno sia tutto in ordine.
La stanza non era più caotica del solito, ma valeva comunque la pena che questa volta fosse tutto perfetto. Il sole filtrava obliquamente dalla finestra posizionata a sud-ovest, rivelando i colori rossastri di un cielo che reagiva scompostamente al tramonto. Le giornate si allungavano sempre di più, e si sarebbero estese ancora, nonostante tutto. Tra un paio di mesi le ombre in casa sarebbero state dritte e nette, non sbilenche e tremole come ora. Il momento di una doccia arrivava sempre al vespro, come una preghiera per il corpo stanco, piegato e indolenzito dal lavoro assolutamente non logorante della revisione di pagine elettroniche di fronte a un pc. Una salmodia di abbondante bagnoschiuma. Nemmeno ora voleva negarsi quella dedica a se stesso, quella rigenerazione che, adesso, sembrava una purificazione dal sapore mistico, rituale.
L’acqua scorreva sfrigolando sulla pelle, fumigante nell’atmosfera fresca della sala da bagno, esposta a nord e purtro…

Veduta #7 (con terzina pasquale)

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Il potere continua a lavarsene le mani Il popolo continua a scegliere Barabba Almeno lui è risorto, alla faccia loro.