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Visualizzazione dei post da Aprile, 2018

#07 Dischi di luglio (con il ➒) ♋

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Che caldo, luglio. Però immaginatevi di essere in uno qualsiasi degli anni seguenti e di ascoltare per la prima volta uno a caso dei dischi proposti. Ci si dimentica del caldo per un attimo, vero?
Buon ascolto!
► 1969
Fairport Convention - Unhalfbricking (Island)
Gemma del british folk rock, Unhalfbricking è un po' il Blonde on Blonde inglese. A rendere più sensato il paragone (oltre ai vari pezzi scritti da Dylan), il fatto che la produzione sia stata curata da Joe Boyd, transfugo americano innamorato perso della Gran Bretagna di quegli anni, e in particolare intrigato dalla scena folk di Londra (proprio nel '64 conosce Dave Swarbrick, futuro membro dei Fairport). I legami americani non finiscono qui: Sandy Denny, entrata nel gruppo nel 1968, era l'ex fiamma del folker Jackson C. Frank, di cui era solita interpretare i brani nelle sue prime esibizioni, mentre il nucleo fondante dei Fairport era patito di gente come Eric Andersen e in generale della scena blues e folk a s…

#4 Dischi di aprile (con l'➑) ∞

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Anche questo mese sono riuscito a stare dietro alle uscite che hanno caratterizzato nel migliore dei modi i decenni passati. Questa volta ci sono alcuni temi trasversali (del tutto casuali) tra i vari album proposti: la tecnologia come mezzo per esprimere al meglio le sensazioni umane (oppure per fare di uomo e macchina una cosa sola), la malinconia come chiave di lettura del suono moderno, l'uso del passato e la rievocazione dell'infanzia/adolescenza come mezzi per conquistare i sentimenti contemporanei.

Uno, due, tre: premete play.
► 1968
The Zombies - Odessey and Oracle (CBS)
Dal 1965 al 1968 il cambiamento fu epocale. Gli Zombies, da esponenti della scena rhythm and blues britannica (assieme a Yardbirds, Them, Kinks, Rolling Stones, Pretty Things) abbracciarono con grande naturalezza i rapidi cambiamenti che anno dopo anno rivoltavano come un calzino la multiforme scena pop,  dando vita così ad un terzo album che apriva le braccia a un suono psichedelico gentile, barocco, …

Disordine

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Che almeno sia tutto in ordine.
La stanza non era più caotica del solito, ma valeva comunque la pena che questa volta fosse tutto perfetto. Il sole filtrava obliquamente dalla finestra posizionata a sud-ovest, rivelando i colori rossastri di un cielo che reagiva scompostamente al tramonto. Le giornate si allungavano sempre di più, e si sarebbero estese ancora, nonostante tutto. Tra un paio di mesi le ombre in casa sarebbero state dritte e nette, non sbilenche e tremole come ora. Il momento di una doccia arrivava sempre al vespro, come una preghiera per il corpo stanco, piegato e indolenzito dal lavoro assolutamente non logorante della revisione di pagine elettroniche di fronte a un pc. Una salmodia di abbondante bagnoschiuma. Nemmeno ora voleva negarsi quella dedica a se stesso, quella rigenerazione che, adesso, sembrava una purificazione dal sapore mistico, rituale.
L’acqua scorreva sfrigolando sulla pelle, fumigante nell’atmosfera fresca della sala da bagno, esposta a nord e purtro…

Veduta #7 (con terzina pasquale)

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Il potere continua a lavarsene le mani Il popolo continua a scegliere Barabba Almeno lui è risorto, alla faccia loro.