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Visualizzazione dei post da Aprile, 2018

#09 Dischi di settembre (con il ➒) ♋

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Ed eccoci al mese più bello dell'anno. Malinconico, colorato, profumato. Settembre è adatto per i dischi importanti, quelli che ti guidano per tutto il resto della fine dell'anno, per poi accompagnare l'inizio di quello nuovo. Dischi di confine, quindi, resi ancora più liminali dal loro essere del 1969, dunque aperti al salto verso l'ignoto, e quindi inclini a una carica o una malinconia ancora maggiore. Buon ascolto!
► 1969
Townes Van Zandt - Townes Van Zandt (Poppy)

Disco affascinante e delicato, quello del cantautore americano, qui al terzo lavoro. Sui solchi di quanto fatto da Bob Dylan, Jackson C. Frank, Eric Andersen e più in generale dalla nuova generazione di folkers americani, Van Zandt innesta un suo particolare approccio quieto e poetico impregnato di americana e country, riallacciandosi direttamente a gente come Hank Williams o Ernest Tubb, insomma a una tradizione profonda che sarebbe stata riadattata, tra la fine dei Sessanta e i primi Settanta, da Byrds,

#4 Dischi di aprile (con l'➑) ∞

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Anche questo mese sono riuscito a stare dietro alle uscite che hanno caratterizzato nel migliore dei modi i decenni passati. Questa volta ci sono alcuni temi trasversali (del tutto casuali) tra i vari album proposti: la tecnologia come mezzo per esprimere al meglio le sensazioni umane (oppure per fare di uomo e macchina una cosa sola), la malinconia come chiave di lettura del suono moderno, l'uso del passato e la rievocazione dell'infanzia/adolescenza come mezzi per conquistare i sentimenti contemporanei.

Uno, due, tre: premete play.
► 1968
The Zombies - Odessey and Oracle (CBS)
Dal 1965 al 1968 il cambiamento fu epocale. Gli Zombies, da esponenti della scena rhythm and blues britannica (assieme a Yardbirds, Them, Kinks, Rolling Stones, Pretty Things) abbracciarono con grande naturalezza i rapidi cambiamenti che anno dopo anno rivoltavano come un calzino la multiforme scena pop,  dando vita così ad un terzo album che apriva le braccia a un suono psichedelico gentile, barocco, …

Disordine

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Che almeno sia tutto in ordine.
La stanza non era più caotica del solito, ma valeva comunque la pena che questa volta fosse tutto perfetto. Il sole filtrava obliquamente dalla finestra posizionata a sud-ovest, rivelando i colori rossastri di un cielo che reagiva scompostamente al tramonto. Le giornate si allungavano sempre di più, e si sarebbero estese ancora, nonostante tutto. Tra un paio di mesi le ombre in casa sarebbero state dritte e nette, non sbilenche e tremole come ora. Il momento di una doccia arrivava sempre al vespro, come una preghiera per il corpo stanco, piegato e indolenzito dal lavoro assolutamente non logorante della revisione di pagine elettroniche di fronte a un pc. Una salmodia di abbondante bagnoschiuma. Nemmeno ora voleva negarsi quella dedica a se stesso, quella rigenerazione che, adesso, sembrava una purificazione dal sapore mistico, rituale.
L’acqua scorreva sfrigolando sulla pelle, fumigante nell’atmosfera fresca della sala da bagno, esposta a nord e purtro…

Veduta #7 (con terzina pasquale)

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Il potere continua a lavarsene le mani Il popolo continua a scegliere Barabba Almeno lui è risorto, alla faccia loro.