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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2017

Monsieur Tella

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Nater si è fatto fregare, quel coglione, e non è la prima volta, quel furto simulato gli è costato tre anni di gabbia e per cosa?, per una bomba manomessa Cristo santo, non pensavo che sarebbe andata a finire così ma certo sapevo che non si stava parlando di una gita al mare, o meglio al faro, un faro militare per giunta, proprio per non farsi mancare nulla oltre a gioielli, ricatti, macchine taroccate, soldi, soldi, soldi, come se a Gheddafi poi importasse davvero di questa faccenda, mandare due come noi, due qualunque, a far saltare un faro di cui non sarebbe fregato un cazzo a nessuno se non fosse stato della Marina, perché qui tutti i fari sono della Marina e ci si becca otto anni solo per questo, e poi c’è da considerare il trasporto clandestino di esplosivo, quello sì è un bel reato, il più grosso casino in cui mi sono ficcato dopo le mille cazzate che ho combinato (eravamo una bella coppia io e Jean-Louis, due furfanti con due palle così, dei figli di puttana davvero, in carce…

[BEST OF] : Il mio 2017 in 20 album

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Come si può sintetizzare, musicalmente parlando, il 2017? Se il 2016 sarà ricordato come "l'anno della morte" (visto il cumulo di dipartite e lutti), l'anno giunto ormai al termine è per me inclassificabile, difficilmente inquadrabile all'interno di un percorso lineare, di una tendenza stilistica predominante.
Da un lato, infatti, assisto ad una progressiva "rarefazione" e perdita di peso specifico del gusto pop, incapace di rapprendersi in una "cultura" condivisa, ma sedimentato in comparti plurimi. Dall'altro constato un deciso appiattimento delle linee editoriali dei principali magazine online: le classifiche sono dominate, una volta giunto il momento di tirare le somme, dai soliti nomi, con poche variazioni.
E in Italia? Fatta eccezione per una limitata (e, mi pare, ininfluente) fetta di appassionati e critici, l'ascoltatore medio si balocca ancora con una proposta mainstream composta da datati artisti nazionali (basti guardare la…

Tassonomia essenziale del disco giusto, di quello sbagliato, e cenni di critica improvvisata

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Più volte, in quanto improvvisato critico musicale (leggasi appassionato di musica al quale piace parlare dei dischi che ascolta, checché ne dica l'abusato aforisma di Frank Zappa), mi sono trovato a ragionare sul metodo utilizzato per estrapolare dall'ascolto una qualche forma di giudizio, oltre che alla liceità stessa dell'espressione di un parere.
Una prima precisazione (o un alibi?) riguarda quella che mi sembra una delle caratteristiche della pop music, la quale, per essere capita, non sembra necessitare per forza di una conoscenza tecnica da parte dell'ascoltatore: il suo linguaggio è prevalentemente "storico", la sua qualità è un'espressività tendenzialmente democratica, dove le componenti chiave sono standardizzate e a misura non solo dell'ascoltatore incompetente (quale il sottoscritto), ma in una certa misura anche del musicista incapace di suonare (sono molti gli esempi di band messe su da musicisti improvvisati). Espressione di idee sott…