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Visualizzazione dei post da Giugno, 2017

Problemi e prospettive dell'industria valdostana

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Invece di essere un sistema locale a sé stante, cioè un luogo caratterizzato da autonomia d'azione da parte dei soggetti insediati in esso, nel nome della condivisione di un progetto di sviluppo (e non ambito di ruoli predefiniti e fissati da una qualche autorità superiore), la Valle d'Aosta non è riuscita ad affrancarsi dal ruolo, già stigmatizzato da Massimo Lévêque negli anni Ottanta, di “area periferica” di altri sistemi locali. Questo significa che gli attori che hanno guidato la riconversione industriale durante gli anni Ottanta e Novanta (in particolare l'Amministrazione regionale), non hanno saputo innescare significativi processi di agglomerazione territoriale delle attività produttive.
Il periodo che procede dalla crisi industriale di fine anni Settanta ai tentativi di ristrutturazione susseguitisi fino a oggi, è stato caratterizzato, usando le categorie analitiche di Giuseppe Dematteis, da una territorializzazione delle attività industriali di tipo “passivo”: l…

Recensione ► Beach Fossils: "Somersault" (Bayonet, 2017)

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Si potrebbe parlare di “teoria della convergenza” per band come EZTV, Real Estate, The Drums, DIIV, Surfer Blood, Hoops, Wild Nothing: un’incredibile vicinanza stilistica che, sfruttando matrici jangle per creare una matassa di soffice e contemporaneo dream pop, ha favorito un avvicinamento, ha creato un dialogo -spesso e volentieri mediato unicamente dalla musica- tra queste diverse realtà. Un processo che, a mio modo di vedere, non può che vedere citati i Beach Fossils come apripista: dal loro esordio omonimo del 2010, consacrato ad un freschissimo beach pop, quelle coordinate hanno iniziato a contaminare una bella fetta di indie americano (con una buona componente legata a Brooklyn).

Dischi di mezzo 2017

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Arrivati a metà anno è tempo di racimolare quanto ascoltato per una prima, parziale, classifica del meglio del 2017. Poche parole, spazio ai dieci album che hanno colpito nel segno e che, probabilmente, saranno ancora presenti nella classifica di fine anno.
1) Emel - Ensen (Tunisia, Partisan)  ► Arabic Pop, Art Pop, Electro

Veduta #4

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Recensione ► White Reaper: "The World's Best American Band" (Polyvinyl, 2017)

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La migliore band americana del mondo”? Guai a prenderli troppo sul serio, i White Reaper, punk band intrisa di sonorità pop americane, radicate sottopelle in tutta naturalezza, come si trattasse di elementi ereditari. Eppure il quartetto di Louisville non va nemmeno sottovalutato: il loro secondo disco è un convinto e febbrile concentrato di energia, riff formidabili e melodie destinate a ficcarsi in testa e non uscire più.

Rispetto all’esordio, il sound della band si ibrida ancora di più, divertendosi a giocare con componenti plurime, tutte unite da uno sfrigolante abbraccio power pop, per una sorta di versione meno manifestamente istrionica degli Orwells.

Proudhon revisited

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Da un po' di tempo a questa parte un nuovo soggetto politico-culturale sta tentando di prendere piede nel desolato, frantumato, polverizzato e disarmato contesto italiano. I "Circoli Proudhon", disseminati lungo tutto il territorio, organizzano incontri letterari, cineforum, momenti di riflessione su storia, politica, economia, cultura. Il tutto nel nome della "dissidenza" e della "controcultura", contro un esteso e minaccioso "pensiero dominante". 
Tra i riferimenti più in vista, Gramsci.
Cosa sono a questo punto i Circoli Proudhon, e a quale pensiero sono legati? Il Circolo Proudhon nasce come casa editrice nel 2014, e rappresenta il "progetto parallelo" dell'Intellettuale dissidente, quotidiano online nato nel 2011. Il Circolo si organizza infine sul territorio grazie alle sue diramazioni territoriali, le quali sono concepite come veri e propri organi operativi dotati di precisi obiettivi, tra cui quelli di "fare egemonia