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Visualizzazione dei post da Giugno, 2017

#07 Dischi di luglio (con il ➒) ♋

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Che caldo, luglio. Però immaginatevi di essere in uno qualsiasi degli anni seguenti e di ascoltare per la prima volta uno a caso dei dischi proposti. Ci si dimentica del caldo per un attimo, vero?
Buon ascolto!
► 1969
Fairport Convention - Unhalfbricking (Island)
Gemma del british folk rock, Unhalfbricking è un po' il Blonde on Blonde inglese. A rendere più sensato il paragone (oltre ai vari pezzi scritti da Dylan), il fatto che la produzione sia stata curata da Joe Boyd, transfugo americano innamorato perso della Gran Bretagna di quegli anni, e in particolare intrigato dalla scena folk di Londra (proprio nel '64 conosce Dave Swarbrick, futuro membro dei Fairport). I legami americani non finiscono qui: Sandy Denny, entrata nel gruppo nel 1968, era l'ex fiamma del folker Jackson C. Frank, di cui era solita interpretare i brani nelle sue prime esibizioni, mentre il nucleo fondante dei Fairport era patito di gente come Eric Andersen e in generale della scena blues e folk a s…

Recensione ► Beach Fossils: "Somersault" (Bayonet, 2017)

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Si potrebbe parlare di “teoria della convergenza” per band come EZTV, Real Estate, The Drums, DIIV, Surfer Blood, Hoops, Wild Nothing: un’incredibile vicinanza stilistica che, sfruttando matrici jangle per creare una matassa di soffice e contemporaneo dream pop, ha favorito un avvicinamento, ha creato un dialogo -spesso e volentieri mediato unicamente dalla musica- tra queste diverse realtà. Un processo che, a mio modo di vedere, non può che vedere citati i Beach Fossils come apripista: dal loro esordio omonimo del 2010, consacrato ad un freschissimo beach pop, quelle coordinate hanno iniziato a contaminare una bella fetta di indie americano (con una buona componente legata a Brooklyn).

Dischi di mezzo 2017

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Arrivati a metà anno è tempo di racimolare quanto ascoltato per una prima, parziale, classifica del meglio del 2017. Poche parole, spazio ai dieci album che hanno colpito nel segno e che, probabilmente, saranno ancora presenti nella classifica di fine anno.
1) Emel - Ensen (Tunisia, Partisan)  ► Arabic Pop, Art Pop, Electro

Veduta #4

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Recensione ► White Reaper: "The World's Best American Band" (Polyvinyl, 2017)

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La migliore band americana del mondo”? Guai a prenderli troppo sul serio, i White Reaper, punk band intrisa di sonorità pop americane, radicate sottopelle in tutta naturalezza, come si trattasse di elementi ereditari. Eppure il quartetto di Louisville non va nemmeno sottovalutato: il loro secondo disco è un convinto e febbrile concentrato di energia, riff formidabili e melodie destinate a ficcarsi in testa e non uscire più.

Rispetto all’esordio, il sound della band si ibrida ancora di più, divertendosi a giocare con componenti plurime, tutte unite da uno sfrigolante abbraccio power pop, per una sorta di versione meno manifestamente istrionica degli Orwells.

Proudhon revisited

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Da un po' di tempo a questa parte un nuovo soggetto politico-culturale sta tentando di prendere piede nel desolato, frantumato, polverizzato e disarmato contesto italiano. I "Circoli Proudhon", disseminati lungo tutto il territorio, organizzano incontri letterari, cineforum, momenti di riflessione su storia, politica, economia, cultura. Il tutto nel nome della "dissidenza" e della "controcultura", contro un esteso e minaccioso "pensiero dominante". 
Tra i riferimenti più in vista, Gramsci.
Cosa sono a questo punto i Circoli Proudhon, e a quale pensiero sono legati? Il Circolo Proudhon nasce come casa editrice nel 2014, e rappresenta il "progetto parallelo" dell'Intellettuale dissidente, quotidiano online nato nel 2011. Il Circolo si organizza infine sul territorio grazie alle sue diramazioni territoriali, le quali sono concepite come veri e propri organi operativi dotati di precisi obiettivi, tra cui quelli di "fare egemonia