#02 Dischi di febbraio (con il ➒) ♋

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Febbraio è stato un mese intenso. Infatti la puntata sui dischi di febbraio esce a marzo. Pronti, via!

► 1969

The Temptations - Cloud Nine (Gordy)

L'approdo dei Temptations alla psichedelia è più che un fatto circoscrivibile alla sola band (l'album sarà un successo, garantendo al gruppo da poco guidato dal frontman Dennis Edwards il primo Grammy Award). Da un lato, infatti, è tra i capolavori del produttore Norman Whitfield, nome imprescindibile per gli sviluppi della black music (e in particolare del suono Motown), che con "Cloud Nine" consolida la ricerca sonora intrapresa con la band a partire dal 1966 (sebbene il suo rapporto con il gruppo sia da far risalire al '64). Dall'altro è il segno di un fermento generale che, assieme agli episodi ben più radicali di Sly and The Family Stone e Funkadelic, farà fare un passo importantissimo all'R&B anni Settanta.

Il ritorno dei Foxygen

articolo matteo castello foxygen hang
I Foxygen (Sam France e Jonathan Rado) hanno sempre giocato con uno smaccato revivalismo. Ascoltare i loro album significa immergersi in un corso accelerato di musica pop: si parlavano linguaggi glam e psychedelic-pop in "We Are the 21st Century Ambassadors of Peace & Magic", mentre in "...And Star Power" si masticavano soul, psichedelia, rhythm and blues e soft rock, mescolando tutto in un confuso turbinio spaziale.
La creatività non è mai mancata, peccato che la ricetta sia sempre risultata incompleta, fin troppo ludica e incapace di riflettere pienamente le potenzialità del duo.

Il nuovo "Hang" prende le mosse da entrambi gli album, scremandone e limandone le asperità: c'è l'esuberanza multi-genere del secondo, ma concentrata in una più pratica e focalizzata tracklist (nove pezzi contro ventiquattro); c'è l'approccio anni Settanta del primo, ma nobilitato da una produzione curatissima, per nulla lo-fi, per un piccolo gioiellino baroque pop arrangiato e orchestrato (da una vera orchestra di quaranta elementi) alla perfezione.



Tra i brani che spiccano, "On Lankershim" è quello che preferisco. C'è questa introduzione country-pop che sa di Fleetwood Mac, mentre il brano evolve tra gonfi arrangiamenti chamber (viene da pensare agli ELO) e ammiccamenti glam (tra David Bowie e Todd Rundgren), tutto sospinto da quel vivacissimo ostinato di piano.

Poi c'è la stupenda "Follow the Leader", dove France canta con il suo classico timbro alla Mick Jagger su un sincopato groove black che sorregge un fiorire di archi e fiati magicamente philly soul (Harold Melvin, The O'Jays, The Spinners), per un brano che sembra uscito dritto dritto dagli anni Settanta.



Il "rischio" è che questa volta i Foxygen abbiano prodotto un album dotato di capo e coda, senza andare a gonfiare un quaderno degli appunti già sufficientemente carico.

Commenti

  1. Grande! Stanno risucchiando anche me. Artigianato pop di gran classe. Gran gruppo

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