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Visualizzazione dei post da Giugno, 2016

Problemi e prospettive dell'industria valdostana

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Invece di essere un sistema locale a sé stante, cioè un luogo caratterizzato da autonomia d'azione da parte dei soggetti insediati in esso, nel nome della condivisione di un progetto di sviluppo (e non ambito di ruoli predefiniti e fissati da una qualche autorità superiore), la Valle d'Aosta non è riuscita ad affrancarsi dal ruolo, già stigmatizzato da Massimo Lévêque negli anni Ottanta, di “area periferica” di altri sistemi locali. Questo significa che gli attori che hanno guidato la riconversione industriale durante gli anni Ottanta e Novanta (in particolare l'Amministrazione regionale), non hanno saputo innescare significativi processi di agglomerazione territoriale delle attività produttive.
Il periodo che procede dalla crisi industriale di fine anni Settanta ai tentativi di ristrutturazione susseguitisi fino a oggi, è stato caratterizzato, usando le categorie analitiche di Giuseppe Dematteis, da una territorializzazione delle attività industriali di tipo “passivo”: l…

Santigold - 99¢ (Atlantic, 2016)

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La sensazione di “pasticcio” la si ha fin dalla caotica copertina. Tuttavia, pur confermando l’iniziale sensazione, non c’è traccia di chincaglierie da quattro soldi (i 99 cents del titolo) nel terzo lavoro a firma Santigold, bensì una continua, vitale, frastornante, carica di mescolanze pop. Santi White gioca con tutta una serie di stilemi contemporanei, accostando senza soluzione di continuità elementi mainstream ad altri tipicamente indie, per forgiare un personale carioca che, nonostante una superficie scintillante e solare, serba sottopelle un’anima scura e ambigua, ben più approfondita e sfaccettata rispetto al precedente “Master of My Make-Believe”.

The Innocence Mission - Glow (A&M, 1995)

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Tutto ha inizio nel 1989, con la pubblicazione dell'esordio "The Innocence Mission". Si tratta di un progetto acerbo, a metà strada tra la spigliatezza melodica di una Harriet Wheeler (The Sundays) e l'enfasi gonfia di certo sophisti pop. Quello che spicca è però il talento di Karen Peris, performer brillante e dotata, assieme al marito Donald, di un intuito melodico non comune. L'approccio al suono del produttore Larry Klein non ha niente a che vedere con la strada intrapresa -6 anni dopo- da "Glow", primo capolavoro della band di Lancaster. I suoni sono espansi, patinati, il basso roboante e le ritmiche '80s dominano su invadenti linee di synth e robusti aggiustamenti in fase di overdubbing. Nonostante tutto però, con pezzi come "Curious", riesce ad emergere una raffinata sensibilità melodica e una scrittura che lascia ben sperare. Con il successivo "Umbrella" (1991) le cose cambiano. E molto. Nonostante la permanenza di Klein…