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Visualizzazione dei post da Giugno, 2016

#07 Dischi di luglio (con il ➒) ♋

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Che caldo, luglio. Però immaginatevi di essere in uno qualsiasi degli anni seguenti e di ascoltare per la prima volta uno a caso dei dischi proposti. Ci si dimentica del caldo per un attimo, vero?
Buon ascolto!
► 1969
Fairport Convention - Unhalfbricking (Island)
Gemma del british folk rock, Unhalfbricking è un po' il Blonde on Blonde inglese. A rendere più sensato il paragone (oltre ai vari pezzi scritti da Dylan), il fatto che la produzione sia stata curata da Joe Boyd, transfugo americano innamorato perso della Gran Bretagna di quegli anni, e in particolare intrigato dalla scena folk di Londra (proprio nel '64 conosce Dave Swarbrick, futuro membro dei Fairport). I legami americani non finiscono qui: Sandy Denny, entrata nel gruppo nel 1968, era l'ex fiamma del folker Jackson C. Frank, di cui era solita interpretare i brani nelle sue prime esibizioni, mentre il nucleo fondante dei Fairport era patito di gente come Eric Andersen e in generale della scena blues e folk a s…

Santigold - 99¢ (Atlantic, 2016)

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La sensazione di “pasticcio” la si ha fin dalla caotica copertina. Tuttavia, pur confermando l’iniziale sensazione, non c’è traccia di chincaglierie da quattro soldi (i 99 cents del titolo) nel terzo lavoro a firma Santigold, bensì una continua, vitale, frastornante, carica di mescolanze pop. Santi White gioca con tutta una serie di stilemi contemporanei, accostando senza soluzione di continuità elementi mainstream ad altri tipicamente indie, per forgiare un personale carioca che, nonostante una superficie scintillante e solare, serba sottopelle un’anima scura e ambigua, ben più approfondita e sfaccettata rispetto al precedente “Master of My Make-Believe”.

The Innocence Mission - Glow (A&M, 1995)

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Tutto ha inizio nel 1989, con la pubblicazione dell'esordio "The Innocence Mission". Si tratta di un progetto acerbo, a metà strada tra la spigliatezza melodica di una Harriet Wheeler (The Sundays) e l'enfasi gonfia di certo sophisti pop. Quello che spicca è però il talento di Karen Peris, performer brillante e dotata, assieme al marito Donald, di un intuito melodico non comune. L'approccio al suono del produttore Larry Klein non ha niente a che vedere con la strada intrapresa -6 anni dopo- da "Glow", primo capolavoro della band di Lancaster. I suoni sono espansi, patinati, il basso roboante e le ritmiche '80s dominano su invadenti linee di synth e robusti aggiustamenti in fase di overdubbing. Nonostante tutto però, con pezzi come "Curious", riesce ad emergere una raffinata sensibilità melodica e una scrittura che lascia ben sperare. Con il successivo "Umbrella" (1991) le cose cambiano. E molto. Nonostante la permanenza di Klein…