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Visualizzazione dei post da Agosto, 2015

#07 Dischi di luglio (con il ➒) ♋

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Che caldo, luglio. Però immaginatevi di essere in uno qualsiasi degli anni seguenti e di ascoltare per la prima volta uno a caso dei dischi proposti. Ci si dimentica del caldo per un attimo, vero?
Buon ascolto!
► 1969
Fairport Convention - Unhalfbricking (Island)
Gemma del british folk rock, Unhalfbricking è un po' il Blonde on Blonde inglese. A rendere più sensato il paragone (oltre ai vari pezzi scritti da Dylan), il fatto che la produzione sia stata curata da Joe Boyd, transfugo americano innamorato perso della Gran Bretagna di quegli anni, e in particolare intrigato dalla scena folk di Londra (proprio nel '64 conosce Dave Swarbrick, futuro membro dei Fairport). I legami americani non finiscono qui: Sandy Denny, entrata nel gruppo nel 1968, era l'ex fiamma del folker Jackson C. Frank, di cui era solita interpretare i brani nelle sue prime esibizioni, mentre il nucleo fondante dei Fairport era patito di gente come Eric Andersen e in generale della scena blues e folk a s…

Bob Dylan - The Freewheelin' (Columbia, 1963)

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Il folk come ricerca delle origini, come motivo di purezza da contrapporre ad una scena, quella rock'n'roll, screditata e distrutta (tanto dalle morti celebri quanto dagli scandali di fine anni '50). Ma attenzione: il folk anche come modo di vita bohémien, anticonformista, critico.
L'immagine dell'hobo quale romantico vagabondo rimaneva solo una fonte ideale di ispirazione, che si incarnava nel morente Guthrie, un santo di altri tempi alla fine del viaggio. D'altronde Tom Paxton metteva in guardia con fare paternalistico cantando “If you see me passin' by / and you sit and wonder why / And you wish that you were a rambler too / Nail your shoes to the kitchen floor / lace 'em up and bar the door / And thank the stars for the roof that's over you”.

Insomma, nel 1960 (anno in cui Dylan approdava a New York) i tempi stavano cambiando, e le nuove istanze giovanili avevano bisogno di canali adeguati per farsi strada e attecchire. Prima c'erano stati …

Rumore

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C'è sempre qualcuno che tossisce durante uno spettacolo. Prima che inizi un concerto, ad esempio: tutto è pronto, l'orchestra ha finito di accordare gli strumenti, gli occhi dei musicisti sono fissi sullo spartito, il direttore è ritto e concentrato. Gli ultimi istanti di silenzio teso prima che un gesto definitivo dia il via al movimento introduttivo. Proprio in quel frangente di attesa, però, è certo che a qualcuno scappi un colpo di tosse -di quelli improvvisi, impossibili da trattenere- o che cada qualcosa sul pavimento da una tasca, o ancora che uno spettatore, sentendosi scomodo (o forse poco a suo agio in quell'improvviso magnetismo), aggiusti la sua posizione quel tanto da far scricchiolare il legno della seggiola.