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Visualizzazione dei post da Novembre, 2014

Monsieur Tella

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Nater si è fatto fregare, quel coglione, e non è la prima volta, quel furto simulato gli è costato tre anni di gabbia e per cosa?, per una bomba manomessa Cristo santo, non pensavo che sarebbe andata a finire così ma certo sapevo che non si stava parlando di una gita al mare, o meglio al faro, un faro militare per giunta, proprio per non farsi mancare nulla oltre a gioielli, ricatti, macchine taroccate, soldi, soldi, soldi, come se a Gheddafi poi importasse davvero di questa faccenda, mandare due come noi, due qualunque, a far saltare un faro di cui non sarebbe fregato un cazzo a nessuno se non fosse stato della Marina, perché qui tutti i fari sono della Marina e ci si becca otto anni solo per questo, e poi c’è da considerare il trasporto clandestino di esplosivo, quello sì è un bel reato, il più grosso casino in cui mi sono ficcato dopo le mille cazzate che ho combinato (eravamo una bella coppia io e Jean-Louis, due furfanti con due palle così, dei figli di puttana davvero, in carce…

"È buono"

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Mi sta guardando, il porco. E mentre mi guarda grugnisce felice. Il sole si sta abbassando e riesco a vedere, in lontananza, il contorno delle colline immerse nella bruma serale fondersi al cielo e allo spazio circostante in uno sfumato di tinte bluastre e violacee. Fa freddo, soprattutto da quando ha iniziato a spirare questo vento umido che stropiccia le giunture e ti piega dentro. Arriva dal mare, dicono. Ho fame.
Il porco ora non mi guarda più. Grufola lordandosi il muso nel pastone scomposto e grigio nella mangiatoia. Trafelati arrivano altri suini. Gelosi, accecati, si buttano in quello schifo spintonandosi e urlando. Uno spettacolo ipnotico e disgustoso.
È ora di dirigersi verso casa. La giornata è stata pesante e sono ansioso di sedermi accanto al fuoco. La sera scende rapida e già le sfumature del cielo si sono caricate di un blu scuro pesante, fitto. Una stagione maledetta, questa. Mentre cammino sento una forza che mi invischia le ginocchia e mi spinge giù, come a volermi …