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Visualizzazione dei post da Marzo, 2014

Contrabbandiere Umberto

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C'è un'ora, poco prima dell'alba, in cui lo spazio si colma di una luce diafana, soffusa. Gli oggetti appaiono sfocati, quasi irreali: sembrano prendere forma pian piano, come venendo fuori da un mondo di sogno, costretti da quell'annuncio del giorno che sta per arrivare. C'era esattamente quella luce, quel martedì mattina. E proprio quando il cielo si stava per schiarire, il vecchio Umberto metteva piede nel suo piccolo paese adagiato in una fredda conca abbracciata dalle montagne, immersa nei boschi. Si stringeva nel pesante cappotto di pelliccia, portando un sacco di tela sgualcita sulle spalle e trascinando un fucile da caccia che appariva tanto vecchio e stanco quanto il suo proprietario. La vita nel borgo era ben lungi dal destarsi. Solo poche finestre iniziavano ad illuminarsi della luce fioca di un'elettricità incerta e tremolante: quella della locanda, certamente, dove la signora Lina era indaffarata a preparare le colazioni per i pochi viandanti ch…