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Visualizzazione dei post da Settembre, 2013

Problemi e prospettive dell'industria valdostana

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Invece di essere un sistema locale a sé stante, cioè un luogo caratterizzato da autonomia d'azione da parte dei soggetti insediati in esso, nel nome della condivisione di un progetto di sviluppo (e non ambito di ruoli predefiniti e fissati da una qualche autorità superiore), la Valle d'Aosta non è riuscita ad affrancarsi dal ruolo, già stigmatizzato da Massimo Lévêque negli anni Ottanta, di “area periferica” di altri sistemi locali. Questo significa che gli attori che hanno guidato la riconversione industriale durante gli anni Ottanta e Novanta (in particolare l'Amministrazione regionale), non hanno saputo innescare significativi processi di agglomerazione territoriale delle attività produttive.
Il periodo che procede dalla crisi industriale di fine anni Settanta ai tentativi di ristrutturazione susseguitisi fino a oggi, è stato caratterizzato, usando le categorie analitiche di Giuseppe Dematteis, da una territorializzazione delle attività industriali di tipo “passivo”: l…

Città d'agosto

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Aveva fatto un caldo infernale, quell'agosto, un caldo reso ancora più insopportabile dall'obbligo di restare in città. Un obbligo, a dire il vero, del tutto facoltativo. Il fatto è che la città svela la sua vera anima solo ai pochi capaci di affrontarla quando fa più paura: quando la canicola è opprimente e le strade scottano. Bisogna però abbandonarcisi, lasciarsi guidare dai suoi molli ritmi, accettando le condizioni del mezzogiorno -rintanarsi placidi, annullarsi nell'afa- e della mezzanotte -questo il momento di cercare i frutti delle vie stemperate e nude dopo la furia del solleone. Quella sera però le cose sarebbero andate diversamente: io, un amico e un altro individuo, accompagnato dalla sua giovane, bella e nuova fiamma, in un locale affollato e costoso del centro. “Perché gli hai detto di uscire, perdio?!”, era la domanda che avevo iniziato a fare a Pepo.