Maggio torinese

Prima della passione

Si erano assopiti
Si erano... assopiti!
Nonostante tutto,
nonostante l'attesa
e il logorio dell'ansia
Nemmeno la fede
li aveva tenuti svegli
Nemmeno l'amicizia
-in quel frangente
ben più importante-
Niente da fare
se non attendere solo

 E neanche i richiami
servivano
-timide suppliche-
Intanto l'aria serale
si faceva pungente
e i suoni dei viottoli
frastagliati dagli ulivi
si riverberavano lassù
sul Getsemani
Ed ecco  un segno d'un moto
e un altro,
un grido,
lo scalpiccio dei cavalli
Quando arriveranno?
Che mi faranno?
Sveglia!
Nemmeno un'ora,
amici,
siete capaci di spartire
con me questa oppressione!
Ma forse era bene,
era giusto così
Accasciati e inerti
gli uomini
non potevano
indurre in tentazione
Tentazione di seguirli,
invece che esserne seguito
Di esserne consigliato,
invece di consigliare
Ma tenui sono le speranze,
e mal riposte,
se lo sono negli uomini
Sia fatta,
sia fatta questa tua volontà
che mi è acerba e brucia
nonostante l'alito
fresco della sera
Ecco i cavalli,
ecco le voci
-giungono!-
e le picche, e il tumulto!
Dormite voi altri,
beati,
voi che potete!

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