Il metodo “Rust” – Come fallire al meglio un colloquio di lavoro

Immagine
Di Matthew Lovers
Quando meno te lo aspetti ti accorgi di essere diventato vecchio; abbastanza vecchio da dover sopportare la pesante eredità del saggio che si trova di fronte a quelle nuove generazioni assetate di risposte su temi che riguardano il lavoro e la faticosa strada per raggiungere quella chimera chiamata “realizzazione personale e professionale”. Io ve lo dico chiaramente, non mi sento ancora pronto a dispensare consigli tali da poter risolvere i problemi identitari e esistenziali degli altri. Quando mi ponete domande in questo ambito, in particolare su quello strettamente lavorativo (mi candido, invio il cv, vado al colloquio, mi licenzio ecc. ecc.), potreste andare incontro a risposte totalmente spiazzanti da parte del sottoscritto. Io in realtà sono convinto, come mi ha insegnato un mio caro amico espatriato in Francia, che ciò che assumiamo come imprescindibile per noi non lo è in egual misura per altri. Al vostro posto agirei in una certa maniera ma l’unica cosa certa…

Anime a metà


è il relativismo del mondo.
L'istante che stiamo vivendo
per te potrebbe avere il sapore dell'eterno
e per me potrebbe non valere niente.
E viceversa
Immagina
si costruiscono intere storie
e castelli a metà
su fondamenta inesistenti
o semplicemente
quell'attimo che vivi con tanto ardore
per me è destinato a spegnersi alla prima luce.
E senza colpe o soluzioni o possibilità di scelta
quell'istante sarà per te una montagna da scalare
e per me un granello di sabbia che si perderà nel vento.

Pensa.
a quanti dolori
a quante incomprensioni
per una stessa onda
che si infrange in punti diversi.
io mi bagno i piedi
e tu ti lasci travolgere
in questa marea
che nasce
dalla stessa forza.
Amore mio,
io non conosco il punto in cui per te si è infranta l'onda
né conosco il tuo castello di pietre di luna
Solo conosco
la mia metà
che tra le tue braccia
si sente intera.
Allora
solo questo ti chiedo
in una stretta,
Completami.

Commenti