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Visualizzazione dei post da Settembre, 2012

Monsieur Tella

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Nater si è fatto fregare, quel coglione, e non è la prima volta, quel furto simulato gli è costato tre anni di gabbia e per cosa?, per una bomba manomessa Cristo santo, non pensavo che sarebbe andata a finire così ma certo sapevo che non si stava parlando di una gita al mare, o meglio al faro, un faro militare per giunta, proprio per non farsi mancare nulla oltre a gioielli, ricatti, macchine taroccate, soldi, soldi, soldi, come se a Gheddafi poi importasse davvero di questa faccenda, mandare due come noi, due qualunque, a far saltare un faro di cui non sarebbe fregato un cazzo a nessuno se non fosse stato della Marina, perché qui tutti i fari sono della Marina e ci si becca otto anni solo per questo, e poi c’è da considerare il trasporto clandestino di esplosivo, quello sì è un bel reato, il più grosso casino in cui mi sono ficcato dopo le mille cazzate che ho combinato (eravamo una bella coppia io e Jean-Louis, due furfanti con due palle così, dei figli di puttana davvero, in carce…

Non temo la gente, parte 1

Lui nella vita sociale ci sguazzava, parola mia. Non ho mai conosciuto nessuno capace quanto il buon R. di destreggiarsi con tanta maestria attraverso la jungla delle relazioni, le rapide delle logiche di gruppo, le correnti dell'accettazione sociale. Sapeva cosa fare e cosa dire sempre e comunque, illuminava con il suo ego ogni ambiente dove fossero presenti più di due persone (lui escluso), aveva assi nella manica per ogni evenienza e necessità. Faceva tutto con garbo, mai sopra le righe. E vinceva, inutile dirlo, ogni mano. Erano tempi strani quelli in cui ho conosciuto R., tempi che sono passati troppo in fretta, vissuti pienamente ma senza pensarci su troppo. Idea e realtà sembravano collegati: non lo erano affatto. Si agiva e basta, credendo di essere guidati da qualche ideale che però sfumava appena la foga collettiva scemava, lasciando come scarti solo stanchezza e incompletezza. Il tempo in quel periodo era una melassa che si contorceva e si modellava disordinatamente,…