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Monsieur Tella

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Nater si è fatto fregare, quel coglione, e non è la prima volta, quel furto simulato gli è costato tre anni di gabbia e per cosa?, per una bomba manomessa Cristo santo, non pensavo che sarebbe andata a finire così ma certo sapevo che non si stava parlando di una gita al mare, o meglio al faro, un faro militare per giunta, proprio per non farsi mancare nulla oltre a gioielli, ricatti, macchine taroccate, soldi, soldi, soldi, come se a Gheddafi poi importasse davvero di questa faccenda, mandare due come noi, due qualunque, a far saltare un faro di cui non sarebbe fregato un cazzo a nessuno se non fosse stato della Marina, perché qui tutti i fari sono della Marina e ci si becca otto anni solo per questo, e poi c’è da considerare il trasporto clandestino di esplosivo, quello sì è un bel reato, il più grosso casino in cui mi sono ficcato dopo le mille cazzate che ho combinato (eravamo una bella coppia io e Jean-Louis, due furfanti con due palle così, dei figli di puttana davvero, in carce…

Recensione ► Liberato - "Liberato" (2019)

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Immaginatevi la stessa campagna di comunicazione applicata al nuovo album di Ligabue, o di Calcutta. Sarebbe stata un flop. Il perché è presto detto: per sostenere l'hype e per non deludere chi da due anni aspetta l'album, serve un mare di sostanza. Non basta dire che qualcosa sarà figo. Quel qualcosa deve essere figo.

Ed ecco che, al netto di ogni discorso sulle strategie di marketing dell'anonimo Liberato, capace di mettere in piedi un immaginario complesso fatto di video curatissimi (la collaborazione con Francesco Lettieri), branding tattico (il legame con Converse) e stratagemmi narrativi e simbolici efficacissimi, quello che rimane è la musica.
Il 9 maggio 2019 infatti escono tutti in una volta cinque nuovi singoli (riuniti dagli episodi di "Capri rendez-vous", che arrivano non a caso a pochi mesi dal successo della serie "L'amica geniale") e, contemporaneamente, un primo album che comprende i nuovi brani e i sei precedenti lasciati intonsi (…

#05 Dischi di maggio (con il ➒) ♋

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Maggio è stato un mese freddo, freddissimo. Salvini ha vinto le europee, ma per qualcuno non ha vinto abbastanza, per altri invece non ha proprio vinto, anzi: il populismo è fermo di fronte all'avanzata verde (o alla tenuta delle vecchie guardie). Intanto tornano le minacce targate spread e si prospetta l'ennesima alleanza tra fondamentalisti del mercato. Tra negazione e libera interpretazione della realtà una sola certezza: i 5Stelle crollano. Insomma, capite il gelo.
Per fortuna che ci si può occupare anche d'altro. Quindi, come al solito, ecco i cinque dischi che hanno marchiato a fuoco i loro cinque rispettivi decenni. Questa volta si gioca facilissimo, visto che a quanto pare maggio è un mese da pesi massimi. Buon ascolto!
► 1969
Neil Young - Everybody Knows This Is Nowhere (Reprise)
Scaldati i motori con il debutto omonimo, è qui che troviamo il Neil Young ruspante capace di riscrivere la tradizione country da capo a piedi. Una riscrittura non radicale, formalmente pa…

I migliori album (finora) del 2019

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Il 2019 è un anno importante: qui si chiude il secondo decennio dei Duemila, e tra qualche mese sarà il momento di chiedersi cosa sia rimasto di questi dieci anni fitti di avvenimenti. Se è vero che la musica ha la capacità (quasi figurativa nonostante sia tra le arti la più astratta) di fotografare il proprio tempo, allora ripercorrere i dischi che hanno contrassegnato questo strano decennio senza nome, sarà impresa stimolante e allo stesso tempo malinconica. Come ripercorrere le pagine di un grande album di famiglia.
Inizio da qui, nel mio piccolo, con una piccola rassegna dei migliori album ascoltati finora, per un personale appiglio utile all'orientamento.
► Mahmood - Gioventù bruciata (Island)
Il fatto che al primo posto metta un italiano, per di più uscito vincitore a Sanremo, è cosa più unica che rara (o forse segno dei tempi? Chissà, di sicuro si sta sviluppando una scena nazionale alt-r'n'b a cui auguro uno sviluppo mirabolante). Eppure il disco di Alessandro Mah…

#04 Dischi di aprile (con il ➒) ♋

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Si riparte, è aprile. Questo sembrano voler dire, ognuno a suo modo, i dischi scelti per questa tornata.  Frizzanti, colorati, ricchi, primaverili, creativi, esuberanti, oppure contemplativi e suadenti: album che hanno catturato la mia attenzione e sono entrati, nel tempo, nella mia personale lista dei preferiti. Come al solito, buon ascolto!
► 1969
Scott Walker – Scott 3 (Philips)
La morte di Scott Walker è passata sotto un silenzio impressionante. Fatta eccezione per i siti specialistici pochi hanno omaggiato uno dei più grandi artisti del secondo dopoguerra. A partire dai Walker Brothers, Noel Scott Engel ha traghettato nel moderno pop anni Sessanta una tradizione musicale davvero ampia e variegata: dalla chanson di Brel al crooning jazz di Frank Sinatra, dal Brill Building al soul, passando per il pop barocco e il rock alternativo (fino ai guizzi della maturità, che lo hanno portato a sfornare lavori di grande coraggio, dal celebratissimo “Tilt” al recente “Bish Bosch”).
Tutto ini…

Problemi e prospettive dell'industria valdostana

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Invece di essere un sistema locale a sé stante, cioè un luogo caratterizzato da autonomia d'azione da parte dei soggetti insediati in esso, nel nome della condivisione di un progetto di sviluppo (e non ambito di ruoli predefiniti e fissati da una qualche autorità superiore), la Valle d'Aosta non è riuscita ad affrancarsi dal ruolo, già stigmatizzato da Massimo Lévêque negli anni Ottanta, di “area periferica” di altri sistemi locali. Questo significa che gli attori che hanno guidato la riconversione industriale durante gli anni Ottanta e Novanta (in particolare l'Amministrazione regionale), non hanno saputo innescare significativi processi di agglomerazione territoriale delle attività produttive.
Il periodo che procede dalla crisi industriale di fine anni Settanta ai tentativi di ristrutturazione susseguitisi fino a oggi, è stato caratterizzato, usando le categorie analitiche di Giuseppe Dematteis, da una territorializzazione delle attività industriali di tipo “passivo”: l…

#03 Dischi di marzo (con il ➒) ♋

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Marzo è stato un mese denso, tanto che questa volta la difficoltà non è stata quella di trovare un disco di cui parlare, ma al contrario scegliere di quali cinque tra i molti album usciti in questo mese sarebbe stato bello celebrare il compleanno. Ecco la mia sofferta selezione. Buon ascolto!
► 1969
Gal Costa - Gal Costa (Philips)
Torpori esotici, orchestrazioni sontuose, rock'n'roll e tradizione bossa nova. Tutto questo è il movimento Tropicália come declinato dallo splendido secondo lavoro di Gal Costa, che si unisce pienamente alla sfilza dei grandi nomi della nuova generazione di artisti brasiliani.

La rielaborazione e l'appropriazione dell'universo pop atlantico è condotta qui con grandissima capacità mimetica e, al contempo, intelligente e garbata rilettura iconoclasta. La aiutano i colleghi tropicalisti Veloso, , Carlos, oltre a grandi nomi della tradizione del tempo (Jorge Ben, che scrive la splendida "Que Pena" e l'ultima "Deos é o Amor&quo…